La storia di Arca Azzurra

Ass. Cult. Arca Azzurra è una compagnia di produzione teatrale, riconosciuta dal Ministero della Cultura italiano e dalla Regione Toscana, residente presso il teatro comunale Niccolini di San Casciano in Val di Pesa (Fi).

Dal 1982 si distingue per il suo lavoro nel segno esclusivo della drammaturgia italiana contemporanea in un ininterrotto sodalizio con Ugo Chiti, vero e proprio poeta di compagnia di Arca Azzurra, e con significative aperture al lavoro di drammaturghi, attori e registi di primo piano del panorama teatrale come Alessandro Benvenuti, Stefano Massini, Francesco Niccolini, Leo Muscato.

Dal primo spettacolo prodotto nel 1983, Volta la carta… ecco la Casa, a oggi, la Compagnia ha dedicato un’attenzione continua all’evolversi della società contemporanea analizzata attraverso messe in scena più volte riprese e premiate, come La provincia di Jimmy, Allegretto… perbene ma non troppo, Paesaggio con figure, Il vangelo dei buffi, 4 Bombe in tasca, I ragazzi di via della Scala, Racconti solo racconti. E insieme un’attenzione costante alla riscoperta dei classici, con riscritture originali che hanno portato in scena testi come La cena delle beffe di Sem Benelli, novelle del Decamerone, racconti poco conosciuti della grande stagione letteraria a cavallo tra Ottocento e Novecento, i capolavori di Machiavelli come La Clizia, e La Mandragola, per arrivare al Pinocchio collodiano o spaziare verso testi della grande letteratura teatrale internazionale come la Lisistrata di Aristofane (2021, con Amanda Sandrelli) o Il malato immaginario e l’Avaro di Molière, che vede nel ruolo di protagonista Alessandro Benvenuti. Con Arca Azzurra quest’ultimo è stato già grande protagonista del testo di Chiti Nero Cardinale, premio Riccione per la drammaturgia, e lo è di nuovo in Falstaff a Windsor, profilo del militare scespiriano del quale Chiti disegna un profilo beffardo e farsesco.

Con il “mattatore” Alessandro Benvenuti la collaborazione si è fatta negli ultimi anni strettissima, compiendosi nella produzione a marchio Arca Azzurra dei suoi nuovi testi come Un comico fatto di sangue e l’ultimo Chi è di scena, insieme alle riprese delle sue più famose performances, da Benvenuti in casa Gori a L’Atletico Ghiacciaia. Panico ma rosa. Dal diario del tempo sospeso ha debuttato al Mittelfest a settembre 2020.

C’è poi il capitolo della collaborazione con Stefano Massini, iniziata nel 2014 con la messa in scena de Il Principe di Machiavelli nel 500esimo anniversario della sua stesura, e proseguita nel 2015 con Si gira!, adattamento del pirandelliano I quaderni di Serafino Gubbio operatore, e con la produzione di Enigma per la straordinaria accoppiata Ottavia Piccolo e Silvano Piccardi.

Dunque, un ampissimo repertorio, di grande respiro, attento ai mutamenti della società contemporanea, con un interesse sempre rinnovato verso i grandi classici del teatro da una parte e dall’altro al lavoro dei migliori drammaturghi italiani contemporanei, come Francesco Niccolini, autore di Il filo dell’acqua: l’alluvione, le alluvioni nel 50° anniversario dell’alluvione di Firenze, o Leo Muscato e Laura Perini con Vangelo secondo Lorenzo, omaggio al Priore di Barbiana nel 50° anniversario della sua morte e parte di un ampio progetto promosso dalla Regione Toscana (coproduzione con Teatro Metastasio di Prato Stabile della Toscana ed Elsinor Centro di produzione teatrale).

Le produzioni più recenti confermano l’interesse per i classici, con le riscritture di Niccolini per La locandiera goldoniana con Amanda Sandrelli (con il Teatro Stabile di Verona), Riccardo3. L’avversario e i Macbeth, rispettivamente ispirati al Riccardo III e al Macbeth scespiriani, entrambi con Vetrano e Randisi (il primo coprodotto con Emilia Romagna Teatro Fondazione, il secondo con Centro Teatrale Bresciano); Bartleby lo scrivano con il grande Leo Gullotta al suo debutto il 9 luglio 2019 al Napoli Teatro Festival e Moby Dick, con Luigi D’Elia, entrambi ispirati agli omonimi lavori di Herman Melville.

Altre collaborazione con drammaturghi contemporanei sono quelle con Nunzio Caponio, che firma donchisci@tte per la regia di Davide Iodice, liberamente ispirato al capolavoro di Cervantes, ancora con Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi; Daniele Pecci, anche interprete principale, che adatta Il fu Mattia Pascal (con La Contrada Teatro Stabile di Trieste e ABC di Catania), tratto dall’omonimo romanzo pirandelliano; il francese Fabrice Melquiot, autore di I separabili (con Associazione Teatrale Pistoiese), ancora con Benvenuti, insieme a Chiara Caselli e sotto la direzione di Sandro Mabellini; Alberto Bassetti, dramaturg per Un sogno a Istanbul (da La cotogna di Istanbul di Paolo Rumiz, coproduzione al fianco di La Contrada Teatro Stabile di Trieste), con Maddalena Crippa e Maximilian Nisi diretti da Alessio Pizzech.

L’attenzione di Arca Azzurra nei confronti dei giovani artisti si manifesta con la produzione di testi di Oscar De Summa con il suo Prometeo (coproduzione con La Corte Ospitale e Teatro Metastasio di Prato Stabile della Toscana), Pier Lorenzo Pisano, autore e regista di Per il tuo bene (con Emilia Romagna Teatro Fondazione) e Giovanni Ortoleva: al debutto con una riscrittura del Saul di André Gide alla Biennale di Venezia 2019 (con il Fondazione Luzzati Teatro della Tosse e Teatro i), poi impegnato nella regia di La dodicesima notte (con LAC Lugano Arte e Cultura, Fondazione Luzzati Teatro della Tosse e Centro d’arte contemporanea Teatro Carcano). Nel 2021 produce Aquile randagie. Credere disobbedire resistere di e con Alex Cendron, regia di Massimiliano Cividati.

Uno sguardo al nuovo pubblico passa anche per la creazione di spettacoli per bambini con la storica compagnia di teatro d’ombre L’asina sull’isola, per la quale Arca Azzurra ha prodotto Bzzz. Operina per brutto anatroccolo, fiati e ombre, ispirato alla favola di Andersen, e Gioachino, la gazza e il bambino (La gazza ladra), testo di Francesco Niccolini e regia di Emanuele Gamba, dedicato all’opera di Emanuele Luzzati e Gioachino Rossini: due spettacoli musicali dedicati al pubblico compreso tra i 3 e i 5 anni.

Le conseguenze dei flussi migratori passano anche dal teatro come luogo privilegiato ad accogliere e trattare temi sociali di attualità e di interesse comune. Per questo Arca Azzurra ha lavorato e sta lavorando con attori rifugiati, che in collaborazione con artisti italiani e con alcuni attori del belga Collectif Libertalia hanno messo in scena Non siamo baobab, esito del progetto legato al bando ministeriale Migrarti 2018, e Goodness airport, che ha debuttato in Italia e in Belgio nell’ottobre 2019.

L’attività di produzione strettamente teatrale si completa con interventi minori sul territorio, anche legati alle sue specificità storico-culturali. Ne sono esempio i lavori di Lucia Socci con l’Archeodromo di Poggibonsi (Si) su Giovanna la papessa (2018) e Ermenegarda (2019); e quelli di Tiziana Giuliani per le Notti dell’Archeologia di San Casciano in Val di Pesa (Fi), con performance realizzate all’interno del museo comunale “Giuliano Ghelli” o presso la Tomba dell’Arciere.

Gli effetti della pandemia da COVID-19 si sono abbattuti con forza sulle attività di produzione di spettacolo dal vivo, ma Arca Azzurra si è impegnata per la continuità della promozione culturale presso il proprio pubblico e per il sostegno al lavoro di dipendenti e collaboratori. Sono nati così alcuni progetti di teatro digitale: da un lato un’attenzione collaterale alle produzioni teatrali, ad esempio tramite la realizzazione di backstage e videointerviste ai protagonisti di A debita distanza; dall’altro con iniziative produttive specifiche come per I teatri segreti. Le stanze invisibili, alcune puntate che mettono al centro gli edifici teatrali, svelandone gli spazi più nascosti con l’aiuto delle parole scelte da Italo Calvino per le sue Lezioni americane. Con D.I.M.A. (DoReMi International Music Academy) di Arezzo, Arca Azzurra collabora con volti e voci al progetto video on line “DIMA racconta. Dell’Italia e degli italiani”, otto incontri tra musica e poesia in Casa Petrarca (I appuntamento 25 marzo 2021, DanteDì).

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